In Antonio Insulla la vita artistica e la vita interiore sembrano coincidere, è come se vivesse per esprimere, attraverso l’espressione artistica, il suo mondo interiore: incessante è la sperimentazione, continua e talora spasmodica la ricerca del bello, del vero, del buono.
Egli è artista poliedrico, direi rinascimentale: passa con disinvoltura dalla pittura, alla grafica, al bassorilievo, al tutto tondo, al modellato insomma di dimensioni varie (dalla maschera del Sileno di m.2,50 di diametro, al tetradramma geloo di 1 cm.). Maestro dell’arte pittorica, utilizza le più diverse tecniche
(olio, acquerello, acrilico, matita, carboncino, tempera) per soddisfare l’esigenza esistenziale di esprimere il suo mondo che, come quello di tutti è fatto di realtà e di sogno. Nascono così i paesaggi luminosissimi dalle mille “spatolate”, i volti intensi che raccontano tutta una vita (da qui gli straordinari esiti nella ritrattistica), i nudi sinuosi morbidamente accarezzati dal pennello, ma soprattutto nasce un mondo magico, fantastico nel quale i colori, sapientemente combinati, si animano, costruiscono sogni, dove la creatività, libera dagli schemi figurativi, può esprimersi inventando situazioni pittoriche fascinose, da sogno appunto, che rapiscono il fruitore. Felicissimo è lo sposalizio che nasce tra questo mondo fantastico che fa da sfondo e un soggetto realistico, quale ad esempio un nudo o un volto dal disegno purissimo. Infatti la conoscenza rigorosa del disegno, delle leggi della prospettiva e specificatamente della prospettiva del colore, sta alla base della sua formazione.
Ma parafrasando il motto latino “poeta nascitur, doctus fit”, si potrebbe dire che “pittore si diventa, poeta del colore si nasce”. Antonio Insulla con la sua produzione artistica innalza un inno di amore alla vita, alla libertà, alla bellezza, un inno cantato non con la parola, ma con il colore. E il colore, lui ripete sempre, è magia.