Antonio Insulla è nato a Gela il 22 novembre 1939. E’ sposato con Anna Patanè e ha due figli, Andrea e Armando. Si è diplomato presso l'istituto d' Arte di via Schiavuzzo a Palermo; si è poi abilitato a Reggio Calabria. Ha lavorato come disegnatore progettista presso il petrolchimico di Gela dal 1969 al 1983. Successivamente, avendo superato a Palermo il concorso a cattedra per l'insegnamento negli istituti superiori, è stato titolare di cattedra di diverse discipline, in diversi Istituti e in diverse località (Disegno Tecnico presso l'ITIS di Gela "E.Morselli", presso l'ITIS "E.Majorana" di Ragusa, presso l'Istituto Agrario "Mottura" di Caltanissetta; Arte presso l'Istituto Professionale di Gela; Disegno e Storia dell'Arte presso il Liceo Scientifico "E.Vittorini" di Riesi).
Nei primi anni '80 il suo amore per l'Arte e il bisogno viscerale di far crescere culturalmente la sua terra e di affinare il gusto estetico, hanno indotto Antonio Insulla a fondare un Istituto d'Arte, in tempi non sospetti, quando cioè non esisteva alcun incentivo per le scuole private. Questa impresa, che lo costringeva a sobbarcarsi a fatiche indicibili, fisiche, intellettuali ed economiche, dopo la realizzazione della legalizzazione dei primi tre anni del corso di studi, si è tristemente arenata per mancato riscontro negli Enti preposti, che non hanno saputo cogliere l'opportunità che veniva loro offerta di dotare la città di una struttura di alto spessore culturale.
Dal momento in cui è diventato un "pensionato", ha preso a lavorare a tempo pieno e con una smania irrefrenabile alla produzione artistica che da sempre è stata la sua vera vocazione.
Ha partecipato alle più importanti manifestazioni d'Arte siciliana; ha esposto in numerose gallerie nazionali con mostre personali e collettive.
Le sue opera si trovano in collezioni private e pubbliche sia in Italia che all'estero.
Nel 1984 si è impegnato nella realizzazione di un grande pannello (mt. 6 x mt. 2) per l'Aula Consiliare del Comune di Gela. Il pannello, felicemente definito dal poeta Federico Hoefer "Allegoria Geloa", al quale ha dedicato dei versi di rara e raffinata bellezza, rappresenta scorci e personaggi significativi della tradizione gelese; è stato scoperto in una memorabile serata organizzata in occasione del gemellaggio fra Gela ed Eleusi, accomunate dal personaggio Eschilo, nato ad Eleusi e morto a Gela, personaggio che campeggia al centro del pannello, con sul petto il "Prometeo incatenato".
Negli anni '90 ha profuso il suo impegno ancora nell'arredo del Palazzo Municipale di Gela, realizzando dei pannelli decorativi in bronzo, rappresentanti, attorno alle scale, l'Auriga di Delfi, il Castelluccio e altri motivi geloi, e sulla parete scene di battaglie di epoche diverse.
Del 1995 è un grande olio su tela (mt. 1,60 x mt. 1,20) che rappresenta il rito della passione di Gela, raffigurante il Cristo deposto nell’urna mentre entra in Cattedrale. Per quest’opera l’autore è stato insignito del premio “Ghelas 2005” dal sindaco Rosario Crocetta. E’ d’obbligo inoltre ricordare che la visione del dipinto ha suscitato nella sensibilità poetica di Rosario Crocetta un’ emozione indescrivibile, come egli stesso dice, che gli ha ispirato un componimento dai versi amari e struggenti, dalle tinte potenti: “Domenica di passione”.
Nel 1996, in occasione del premio internazionale "Il Sileno d'oro", assegnato a prestigiose personalità del mondo della cultura e dell'Arte, ha realizzato sia le targhe con la riproduzione fedelissima dell'antefissa del Sileno in bassorilievo in oro, nonché il grande mascherone della testa del Sileno (mt. 2,5 x mt. 2) , per la scenografia della manifestazione. Questa scultura è stata utilizzata col consenso gratuito dell'Autore per la copertina del bellissimo volume "Omaggio a Gela", realizzato dall'AGIP S.p.A. nel settembre 1997, edito dalla casa editrice Portoria di Milano.
Nel 1997 gli amici del Rotary Club, nella persona dell'allora presidente Ing. Ugo Granvillano, hanno voluto tributare all'attività artistica del nostro autore un importante riconoscimento che si è tradotto nel contributo alla realizzazione della monografia "Antonio Insulla", edita dalla S.E.I. (Società Editrice Internazionale) di Torino. Il progetto ha trovato il sostegno di Don Giuseppe Costa, allora Direttore Editoriale della casa Editrice, e di diversi amici intellettuali che hanno scritto i testi e collaborato alla presentazione dell'opera nella elegante cornice del Palazzo Ducale di Gela.
Sempre del 1997 è il ritratto di Papa Giovanni Paolo II, opera che, assieme ad un gruppo di amici rotariani, il Maestro ha offerto in Vaticano a Sua Santità, e per la quale ha ricevuto uno speciale ringraziamento.
Il fascino del passato lontano, quello greco, torna spesso nella sua produzione: nel 1996 realizza la riproduzione della “Nike di Samotracia” (h. cm 28); è del 2000 la fedelissima riproduzione in bronzo dell'Auriga di Delfi (altezza cm 24); nello stesso anno realizza in polistirolo la gigantesca riproduzione della testa di cavallo (mt. 2,50 x 1,50 x 0,80), il frammento di Acroterio decorativo del 5° sec. A.C., che nelle dimensioni originali misura cm 29 x cm. 41.
La riproduzione di questo bellissimo reperto ha sempre affascinato il nostro artista, infatti la primissima riproduzione in scala 1:1 risale agli anni '60.
Nel 2001 ha lavorato a due opere di pubblica fruizione:
1) La statua in bronzo di "Salvatore Aldisio", in memoria del grande politico gelese, che è stata collocata nella Piazza Municipio di Gela
2) Una scultura in pietra e terracotta che riproduce, oltre a motivi del mondo del lavoro, l'Arula fittile (5°sec. A.C.) di recente rinvenimento, raffigurante la "Medusa", opera realizzata per arredare l'ingresso dell'A.S.I. (Area Sviluppo Industriale).
Diverse altre opere di notevoli dimensioni gli sono state commissionate da privati cittadini (S.Antonio da Padova in bronzo, pareti e soffitti affrescati). Una grande pala d'altare raffigurante il Cristo Misericordioso con S.Faustina Kowalska, è stata offerta dall'autore alla chiesa di S.Sebastiano, su sollecitazione del compianto Padre Cavallo.
Per contro l'autore si è divertito nella miniaturizzazione di opere riproducenti i moduli più significativi della Gela greca: la testa del cavallo, il Sileno, il Tetradramma. In particolare il Tetradramma, ridotto a mm. 15, è diventato una prestigiosa spilletta d'argento circolata, all’insaputa dell'autore, nell'ambiente dell'AGIP.
Frequente è il ricorso all'opera del Maestro da parte di associazioni culturali, di volontariato o di enti locali (Ordine degli Avvocati, Associazione Donatori di Sangue, Circolo culturale S.Paolo, Rotary Club, Azienda Soggiorno e Turismo, Comune di Gela ecc...) per la realizzazione di stemmi, medaglie, piccole sculture, ecc... .
Da evidenziare ancora l'opera di volontariato prestata presso l'UNITRE (Università delle 3 Età) dove ha insegnato per anni Disegno e Pittura, facendo registrare una numerosa ed entusiastica partecipazione.
Non vanno dimenticati inoltre i numerosi lavori di grafica e di acquerello realizzati, in spirito di solidale amicizia, per illustrare le copertine e le pagine più significative di opere letterarie di autori locali e amici del Maestro.
Per dovere di cronaca infine un breve cenno va fatto ai numerosi bozzetti preparatori e modellini in scala di progetti di opere pubbliche e private mai realizzate.
Ma al di là di queste attività più o meno sporadiche, conta mettere a fuoco il suo incessante, febbrile impegno nell'attività pittorica, l'appuntamento quotidiano davanti alla tela bianca che, lungi dal procurargli l'angoscia che la pagina bianca creava ad Apollinaire, lo attrae irresistibilmente e l'atto creativo lo coinvolge e lo travolge e dà un senso ad ogni sua giornata. "Nullus dies sine linea" dicevano i nostri padri per esortare i giovani all'impegno quotidiano; l'espressione latina, per la vita del nostro artista ha doppia valenza, va intesa cioè sia in senso metaforico che in senso letterale. E' infatti proprio la "Linea", che lui traccia, che diventa disegno, che si riempie di colore, che lo appassiona, che lo emoziona, a fare di ogni giorno della vita di Antonio Insulla, come lui dice, una straordinaria avventura .