Allegoria Geloa
 
Scaglie di secoli sovrapposti , uomini , eventi . E bagliori di luce , dal microcosmo Gela , frammisti ad ombre ; poi ancora arcobaleni : flussi e riflussi , come spume a rive incastonate fra agavi , arenaria di mura dissepolte e spezzoni dorici di templi .
Qui si compirono miracoli ; assimilammo il sangue d’ Eschilo e delle genti calate d’oltre Stretto , in cerca di venture e nuovi soli .
Furono prodighi i campi geloi che cingevano da presso il Castelluccio medioevale , così come le scogliere a guardia della Torre , là , a Manfria , che scrutò l’orizzonte screziato di galeoni e di tartane , fra voli di aironi e di gabbiani.
Spronò i cavalli bianchi dalle criniere pazze , strinse le briglie l’auriga a Delfi e vinse nell’arena . Ci giusero l’ecodelle gesta : simboli di fasti antichi , di potenza , o moniti ?
Sileno fu leggenda ? La sua effige qui trionfò e continua .
Narrano che seguisse Dionisio a caval d’asino , si immaginò come un vecchio dal naso ricagnato , la testa calva , irsuto il petto , grasso e tondo come un otre di vino .
La mitologia nutre la preziosa allegoria d’oli di Insulla .
E ancora : acque di pesci e nuove sagre di legni , che una mano preziosa plasma , coi nomi di santi e di madonne alle fiancate , poi sussurrati da donne già rugose , prima che cali il vello sulla vita .
Brucia la torcia un angolo di cielo nel secolo dei lupi ; 
poi si vedrà , se … il pittore avea ragione .
Legge la storia il giovane virgulto e medita il domani : ritornerà l’uomo a colmare la sua rete di messi ?
Pare tutto una favola , distesa sulla tela che profuma 
d’ essenze secolari coi palpiti dell’oggi e del domani ; 
e favola non è .
C’era una volta , c’è .., ci sarà ...   

  Gela, 1 dicembre 1984                                       
                                                                                                    
       Federico Hoefer


                 
 
© Antonio Insulla 2006